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il Pogrom a Torino

È passato poco più di un anno da quando, a fine 2011, la bugia di una ragazza, che aveva raccontato di essere stata violentata da due Rom, è diventata la scusa per trasformare la Continassa di Torino in un vero e proprio Pogrom.

tra le mura dell’anima: l’ebook in spagnolo

Uscito a fine novembre 2011, tra le mura dell’anima ne ha fatta, di strada. E tanta. Scritto a quattro mani da Marcella Reni e Carlo Paris, nato come diario di viaggio del progetto Sicomoro, primo in Italia, nel carcere milanese di Opera, diventato in breve un titolo importante nel panorama nazionale, è andato in ristampa ad aprile 2012.
Con il 2013 la prima uscita della collana RIFLESSIONI si internazionalizza, scegliendo il formato e-book.

La prima edizione digitale disponibile su Amazon è in spagnolo: traduzione di Marco Tejo, a cura di Gianfranco Testa. A breve sarà disponibile anche la versione in francese, a seguire quella in inglese e tedesco.

cover-mura-spagnoloEste libro ha nacido para describir simplemente el Proyecto Sicomoro: un viaje en los territorios inexplorados del anima, en los espacios del dolor, de los sufrimientos y a veces de la muerte. Despues mientras escribiamos, ha pasado de todo.

De Guia nos convertimos en viajeros, de Profesores en estuadiantes. Buscabamos el misterio en sus vidas y la encontramos en la nuestra, Queriamos llevarle nuestra Fe y nuestra esperanza y la encontramos nosotros en ellos. Un viaje que continua.

Nunca me habria imaginado de encontrarme aqui, en este momento, en la carcel, entre un porton y otro, esperando, espero que me vengan a liberar. Como llegue a encontrarme dentro de la carcel, el dia de Navidad?

Estan aqui, estan entrando. De una parte Nicoletta, Adriana, Alberto, Giorgia, Mario, de la otra parte Alessandro, Francesco, Giuseppe, Roberto, Rocco, Rosario, Salvatore. Mario se levanta y coloca una silla delante de Nicoletta, porque lo esta haciendo?

Te pido permiso para entrar en tu corazon.

Cuando mis compañeros me pidieron yo les digo: no son encuentros que puedan ser descritos con palabras, para entender  plenamente la portada, se necesita vivirla.

Cuando entras en el corazon de una persona, recuerden que entran en un lugar santo y que deberan entran de rodillas, con mucha santidad y respeto.

Los miro, y ahora me doy cuenta que estamos perfectamente mezclados. Mario esta entre Salvatore y Roberto. Daniela entre Rosario y Antonella. Fabio entre Roberto y Francesco, despues Giorgio es al lado de Alessandro, Yo me siento protejido entre Rocco y Giuseppe. Cada uno esta como quiere, mezclados. Sin barricadas, sin muros, vallas, ni divisiones.

Todos juntos, diversamente libres.

Libres dentro, sin muros en el anima. Este recorrido ha sido terapeutico. Ha timbrado la conciencia.

il 2012 in pillole

Siamo nati a fine ottobre 2011, con due uscite: il romanzo bianco come la vaniglia per la collana STORIE e il diario di un’esperienza tra le mura dell’anima per la collana RIFLESSIONI. I granelli di SABBIAROSSA erano destinati a modificarsi: ecco in pillole il nostreo 2012.

Dopo i primi eventi di presentazione (a dicembre 2011 Reggio Calabria, Palazzo della Provincia, e Roma Palazzo della Provincia, a fine aprile 2012 a Torino, tenuti a battesimo da don Luigi Ciotti nel Teatro di San Secondo), siamo stati a Torino Lingotto (maggio) al XXV Salone Internazionale del Libro, dove abbiamo anticipato le uscite del 2012.

Da fine luglio è in distribuzione la seconda uscita della collana RIFLESSIONI, senza targa, viaggio nella Calabria della buonavita.
Il romanzo Esperanza, seconda uscita per la collana STORIE, è in distribuzione dall’inizio di settembre, mentre a fine novembre 2012 esordirà la collana TRACCE, con il Pogrom della Continassa, racconti di vita sui rom di Torino. A inizio novembre è uscito la voce del vento, inaugurando la collana FRAMMENTI. Per fine anno partirà anche la collana IMPRONTE.

L’estate 2012 è partita senza targa, in giro per la penisola: Viterbo, CaffeinaCultura (9/07), Reggio Calabria, TabulaRasa (24/07), Locri (Rc, 28/07), Torre Melissa (Kr, 23/08), Reggio Emilia (1/09), Reggio Calabria (10/09), “la ‘ndrangheta davanti all’altare” con Stop’ndrangheta, Sapri (Sa, 22/09).

Il 6 ottobre 2012 è stato tenuto a battesimo Esperanza, a Bracciano, con un programma molto curioso che si è snodato in tre tappe nel centro del comune romano. Le presentazioni proseguiranno nel Lazio, per poi spostarsi in alta Italia. Il 9 novembre è stao tenuto a battesimo, a Taranto, la voce del vento, che sarà in distribuzione nelle librerie a partire da metà novembre 2012.
Sono seguiti altri appuntamenti novembrini: il 13, nel Palazzo Nicotera di Lamezia Terme,  senza targa, organizzato dal Centro “RIFORME – DEMOCRAZIA – DIRITTI”, di Costantino Fittante, con il procuratore Giuseppe Borrelli, don Giacomo Panizza, Rocco Mangiardi, Marisa Garofalo, Mario Congiusta e gli autori, Paola Bottero e Alessandro Russo. Il 14 è stata la volta di Taormina: Babilonia, Centro di Cultura italiana, bianco come la vaniglia, con Paola Bottero. Il 23 Corigliano Calabro, Santuario S. Francesco da Paola, è stato presentato, nel 50° del patronato di S. Francesco, bianco come la vaniglia, con padre Antonio Bottino, don Ennio Stamile, Nicoletta Inzitari, Paola Bottero e don Ennio, modera Alessandro Russo, mentre a Torino, durante l’apericena organizzata da Vitanuova, Venera Siracusa e Caterina Luciano hanno presentato la voce del vento. Il 28, a Roma, la libreria Koob ha ospitato la prima presentazione capitolina di Esperanza, con Paolo Groppo. Novembre si è chiuso a Barcellona Pozzo di Gotto, il 30, con la presentazione de la voce del vento, con l’autrice Venera Siracusa, e il consuntivo del primo anno di sabbiarossa ED.

Dicembre è iniziato a Rizziconi, il 5, ricordando, 3 anni dopo il barbaro assassinio di Francesco da parte della ‘ndrangheta, con una serata sulla legalità, organizzata dalla fondazione Francesco Maria Inzitari, ed aperta con bianco come la vaniglia, il romanzo a lui dedicato da Paola Bottero. Poi è stata la volta della fiera più libri più liberi: dal 6 al 9 siamo stati al Palazzo dei Congressi di Roma, in Bibliolibreria, dove, proprio domenica 9, abbiamo parlato al pubblico dei nostri libri contro le mafie e le intolleranze, con un esame dei nostri titoli (in particolare Esperanza e senza targa) dopo il primo anno di vita. Il 14 dicembre senza targa è arrivato a  Fermo, all’interno della Settimana della Costituzione: Paola Bottero e Alessandro Russo, il cap. Pasquale Zacheo e don Vinicio della Comunità di Capo d’Arco, sono stati ospiti della Provincia di Fermo, del Tavolo della legalità e del Comune di Pedaso, in collaborazione con Alumni Bocconi Association Ascoli-Fermo-Macerata.
L’anno è terminato con Vicenza, dove il 20 è stato presentato Esperanza, con Paolo Groppo, e a Reggio Calabria, nella sede dell’Ass. SNaP, che ha ospitato l’anteprima de il porto senza Gioia di Aldo Libri, fresco di stampa.

In attese di nuove pillole per il prossimo anno, così si chiude il 2012 di SABBIAROSSA.

TRACCE sul porto

Sarà disponibile da domani all’associazione SNaP di Reggio Calabria, nei prossimi giorni in tutte le librerie calabresi, la seconda uscita della collana TRACCE di sabbiarossa ED, il porto senza Gioia, di Aldo Libri. Affidata come sempre a Caterina Luciano la realizzazione dell’immagine di copertina, che per la collana TRACCE è realizzata con un diorama originale. Il libro sarà presentato venerdì 21 dicembre alle 17:30, in anteprima, proprio dall’associazione SNaP, di cui l’autore è Presidente, in via Reggio Campi 121.

T2-gioia-coverwebCome si legge nel blog dedicato, il porto senza Gioia è «un viaggio in un’area dalle alte potenzialità e dalle altissime contraddizioni. Il diario di un sindacalista impegnato nella Piana di Gioia Tauro, territorio in cui le speranze di sviluppo legate a uno dei porti più importanti del mondo s’infrangono contro quel muro, a volte invalicabile, fatto di promesse mancate, ‘ndrangheta, malapolitica, clientele, ottusità e spreco delle risorse pubbliche. Dalla primavera dei sindaci antimafia all’arrivo dei grandi operatori mondiali del transhipment, il porto senza Gioia ripercorre anni formidabili e terribili, in cui figure straordinarie e personaggi meschini si sono confrontati su un campo dove le regole, spesso, sono state truccate per interesse o per miopia di chi avrebbe dovuto farle rispettare. Un racconto senza sconti, con nomi e cognomi, fatti e ricordi. Ma anche il racconto di una straordinaria ricchezza civile che, forse più ancora del porto, potrà offrire un futuro diverso a questa sfortunata fetta di Calabria».

È appassionato, Aldo Libri, quando parla del “suo” porto, il porto di Gioia Tauro. Appassionato e incapace di fare sconti: “Da qualche tempo sono ritornato a parlare di Gioia Tauro. Non lo avevo fatto per lungo tempo per una prassi che ho sempre adottato. Gli ex si devono astrarre dalle discussioni sulle loro precedenti esperienze. Almeno per un po’. […] Vi avverto tutti: non scherzate con il porto. Ve l’ho detto: quel porto è mio e non potete condannarlo a morte. E non potete condannare la Calabria alla cancellazione di qualsiasi speranza verso il futuro. Senza il porto, o con un porto fortemente ridimensionato, cosa diventerebbe quell’area? La risposta è semplice, perché è già data dai fatti”.

Arriva nelle ultime pagine del libro, la sua dichiarazione di amore e di guerra per quello che sarebbe potuto essere il più grande hub del Mediterraneo. Arriva dopo i nomi, i cognomi, i fatti e i misfatti che incalzano veloci il racconto di quel che è stato fatto e non fatto. Di ciò che si poteva e si doveva fare. Attraverso la storia del porto, il libro racconta la storia di una sconfitta. Quella della Calabria.

Il porto senza Gioia, che fin dal titolo sottolinea la resa di un’intera classe dirigenziale nei confronti delle potenzialità dell’hub del Mediterraneo, è destinato a far discutere a lungo. Fin dall’incipit: “Io sono quello che guardava il traffico del porto dalla collinetta dell’area industriale commuovendosi come un coglione. Le navi container in passaggio dallo Stretto erano mie, il risultato del mio lavoro, della mia pazienza, della mia ulcera. Cose private, insomma. Io sono quello che vede ammosciarsi il sogno e s’incazza come una bestia”.

Un nuovo titolo che occupa lo spazio creato da sabbiarossa ED, spazio indipendente per lottare contro ogni forma di indifferenza, per raccontare e continuare a porsi domande.

Pedaso senza targa, ma con la Carta costituzionale

Pedaso senza targa: potrebbe essere riassunto così il viaggio/presentazione del libro inchiesta scritto da Paola Bottero e Alessandro Russo.

Anche la Costituzione è “senza targa”: appunti di viaggio dalle Marche

di Paola Bottero

Ci sono territori illuminati. Come quello di Fermo e della sua provincia. Tutto pulito, cassonetti che sembrano usciti da una galleria d’arte, niente asfalto, strade lastricate di pietra, edifici con facciate pulite, balconi fioriti, vetrine perfette. Gente per strada che sorride camminando nel freddo. Chilometri di spiaggia, ordinata anche in pieno inverno.

Porto San Giorgio, Pedaso. E nell’interno, affacciata sul mare, Fermo.
Le amministrazioni locali, Comuni e Provincia, hanno organizzato la Settimana della Costituzione. Sette giorni di incontri che ruotano intorno alla Carta Costituzionale, al bisogno di parlare sempre, e ancora, di diritti, di legalità. Un viaggio nei diversi comuni, un evento per ciascuno dei borghi medievali che sono un fiore all’occhiello non solo delle Marche, ma di tutto il Belpaese. Il viaggio termina nella Chiesolina di Pedaso. È in cima a una collinetta, si vede la pianura sottostante, si percepisce il mare con l’olfatto, prima che con gli occhi.

La serata inizia alle 21. La costruzione medievale è stracolma. Facce pulite di ragazzi giovani, di adulti consapevoli di aver scelto un gran bel posto, per vivere. Difficile raccontare la Calabria in un luogo che sembra così lontano dai disagi della punta dello stivale. Ci hanno invitato (Alessandro Russo e me) per parlare di senza targa. Per raccontare la buonavita di Calabria. Per chiudere con il nostro libro, senza targa, il percorso all’interno della Costituzione.

Una serata intensa, con persone incredibili.
Come il capitano dei carabinieri, Pasquale Zacheo, che ha ancora addosso gli anni passati a Lamezia, il lavoro intorno a Why not, le difficoltà nelle indagini nonostante il sangue leccese che gli scorre nelle vene, e dovrebbe agevolare i contatti con altra “gente del Sud”.
Si mescolano ancora le carte, nelle Marche.
Il sindaco di Pedaso, Barbara Toce, è nata e cresciuta a Cuneo, poi si è trasferita nella terra di suo marito, ne è diventata primo cittadino. Intorno a lei ragazzi giovani, volti sorridenti: i suoi assessori. La loro è una missione in cui credono fermamente. Nella piazza centrale c’è un bellissimo albero di Natale, costruito con bottiglie di plastica, per dare un segnale forte di cosa significhi credere davvero nello sviluppo sostenibile.
Anche l’assessore provinciale alla Cultura, Peppino Buondonno, è giovane. Insegnante all’istituto statale d’arte di Fermo, crede che solo con la cultura si possano scardinare i processi di ingrigimento della società, creare gli antidoti giusti per evitare che arrivino anche nelle Marche le ramificazioni della malavita organizzata. Lucido e attento ad ogni cosa, ammonisce chi cerca di escludere la presenza della ‘ndrangheta in quel territorio, raccontando di incendi e intimidazioni a esercizi commerciali che sono veri e propri campanelli d’allarme, non vanno sottovalutati, devono essere compresi e isolati prima che si impossessino anche di quell’isola felice.
Daniela Martino, bocconiana di ferro, calabrese doc, da Milano sull’Adriatico come Barbara, avendo sposato un marchigiano, ha tenuto le redini della serata, che ha trovato la sintesi perfetta con la consegna finale della Costituzione a tutti i diciottenni presenti.

I volti e il coraggio dei nostri dodici apostoli si sono sovrapposti agli sguardi puliti e attenti di ciascuno dei presenti, ormai parti integranti del percorso di buonavita che stiamo portando in giro per l’Italia.

TRACCE sul Pogrom

È in distribuzione da oggi la prima uscita della collana TRACCE. Scritto a quattro mani da Carla Osella e Mara Francese, il Pogrom della Continassa è il frutto di un lavoro intenso, durato un anno: partito dal rogo dell’11 dicembre 2011, arriva a fine novembre 2012.

T11Il libro, dopo alcuni scritti autografi raccolti al campo della Continassa, parte con il racconto puntuale non solo di quanto è successo nel campo Rom ai margini di Torino, ma anche di tutte le reazioni conseguenti alla denuncia della ragazza che diede fuoco, pur inconsapevolmente, ai roghi dell’intolleranza. Dal fatto di cronaca di Sandra, studentessa sedicenne torinese che mentì per alcuni giorni, dicendo di essere stata violentata da due zingari, per poi confessare che si era inventata tutto perché non voleva rivelare di aver avuto un rapporto sessuale consenziente, si passa attraverso tutti gli stereotipi di una città che non ha voluto e non vuole accettare le differenze.

Il Pogrom è là fuori, alla Continassa, ma è anche dentro ciascuno di noi. È fatto dei luoghi comuni con cui licenziamo facilmente ogni avvenimento, ogni notizia, preferendo non approfondire mai. Il libro contiene anche una parte relativa al monitoraggio interno ad alcune scuole di Torino, nato per comprendere la reale percezione dei bambini nei confronti dei Rom. Da fine dicembre sarà disponibile sul circuito nazionale.

Sabbiarossa a Più libri più liberi

Uno spazio nella Bibliolibreria e la presentazione nella giornata clou, quella di domenica 9 dicembre: ottimo il bilancio della partecipazione di sabbiarossa ED alla fiera della piccola e media editoria (400 espositori, di cui solo 8 calabresi) che si svolge ogni anno a Roma. L’appuntamento per questa undicesima edizione è stato dal 6 al 9 dicembre al Palazzo dei Congressi.
Giornate dense, terminate con l’evento “libri contro le mafie e le intolleranze”, durante il quale, partendo dagli insegnamenti di Norberto Bobbio e i suoi granelli di sabbia e passando per l’odio verso l’indifferenza di Antonio Gramsci, sono stati presentati i primi cinque titoli ed anticipati i due di prossima uscita, per la collana TRACCE.
Particolare attenzione è stata rivolta alla cura dei volumi ed all’arte intrinseca di ogni immagine originale di copertina, ciascuna realizzata dal pilastro creativo di sabbiarossa, Caterina Luciano. Per risultati che hanno attirato l’attenzione non solo dei visitatori della Fiera, ma anche degli altri editori e degli organizzatori.

Un libro deve essere tante cose, deve parlare a tutti i sensi del lettore. Non deve essere la semplice stampa di ottimi contenuti: deve essere anche un ottimo prodotto editoriale. Avere un libro tra le mani significa guardarlo, odorarlo, toccarlo, sentirlo prima ancora di iniziare a leggerlo. Abbiamo optato su un formato unico per le prime tre collane editoriali: 14×21 cm. Abbiamo scelto una carta avoriata buffant da 90 grammi per l’interno, la cucitura a filo refe, la cordonatura con copertina brossurata e bandelle interne, stampata su carta patinata opaca da 300 grammi, con successiva verniciatura opaca. Ciascuna delle prime tre collane ha un’impostazione grafica diversa, che ne sottolinea alcuni particolari. Per la collana STORIE la nostra artista, Caterina Luciano, ha scelto la tecnica del pastello e matita su cartoncino o foto, sottolineata dalla successiva goffratura del titolo e di altri elementi grafici della copertina. La collana RIFLESSIONI è caratterizzata dalla tela, e da opere originali realizzate in olio, con successiva verniciatura a spot lucida del titolo e di altri elementi di cover, mentre per la collana TRACCE l’artista ha optato per i diorama, installazioni di immagini fotografiche, sagome di cartoncini ritagliati, precedentemente disegnati a biro, e materiali vari, come la sabbia, per la composizione. Si aggiunge la collana IMPRONTE, acrilico su tela, e l’ultima del 2012, FRAMMENTI, con un formato idoneo ai contenuti, 12×21, e l’immagine di cover realizzata in acquerello su carta Lana a grana fina. Ciascun libro viene messo in commercio con un segnalibro dedicato, che riprende l’immagine di cover.

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FRAMMENTI e vento: una nuova uscita

Ci sono argomenti difficili da trattare, perché vanno oltre la nostra naturale comprensione. Sono quelli che cercano risposte che non avremo mai con certezza. Risposte che arriveranno quando non potremo più tornare indietro a raccontarle a chi le continua a cercare. Venera Siracusa è una medium, una sensitiva, una mamma che ha trovato altri figli, che ascolta le loro voci.

FRAMMENTI, la nuova collana di sabbiarossa ED, con un formato più piccolo rispetto agli altri (12×21, tascabile, sempre rilegato a mano, cucito a filo refe, con bandelle interne per agevolare la lettura e rendere più bello il prodotto editoriale), si presenta sul panorama editoriale con la voce del vento, summa di prosa e poesia, perfettamente sintetizzato nell’acquerello di copertina, opera originale di Caterina Luciano, in grado di raccontare con i pennelli l’impalpabilità e al contempo la profondità di mondi inesplorati.

Un viaggio al di là del muro: pensieri, riflessioni, insegnamenti e poesie per un percorso di consapevolezza verso la luce e l’amore: quello puro e assoluto. Una raccolta di frammenti di vite che si intrecciano, che si ritrovano, che si spiegano, che acquistano un senso profondo, e finalmente comprensibile, dopo essersi staccate dal terreno. L’autrice, prima di essere una sensitiva, una medium in grado di fare da ponte tra l’aldiqua e l’aldilà, è una mamma capace di moltiplicare l’amore all’infinito.

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“Se non accettiamo gli insegnamenti che l’amore ci ispira, continueremo felici a ripetere indefinitamente gli stessi errori, come mosche che ritornano dementi a picchiare contro i vetri delle finestre, incapaci di capire che il vetro, per quanto trasparente, non può essere attraversato. Non ci sono forse delle verità elementari che è necessario imparare, frammenti di saggezza che potrebbero evitarci qualche entusiasmo eccessivo, qualche dolore, qualche amara delusione?” si domandava Alain de Botton. La nuova collana nasce così, per riflettere sui pensieri più profondi, per non picchiare contro i vetri, per diffondere FRAMMENTI di saggezza e di amore.

STORIE e speranza: il battesimo del nuovo romanzo

Il battesimo in riva al lago: parte da Bracciano il cammino di Esperanza, racconto storico di Paolo e Pierre Groppo che si snoda in 65 anni fondamentali per la storia del nostro tempo, e restituisce, insieme alla memoria di ciò che non vorremmo sapere, la consapevolezza che si possa cambiare. Che una vita migliore sia possibile. Sullo sfondo di una Germania in pieno boom economico, un’Argentina al collasso, una Bolivia ostaggio di giochi di potere troppo grandi, ci sono tutte le domande sulle origini e lo sviluppo di ogni genere di razzismo e di dittatura, anche economica. E c’è una risposta. Unica. Esperanza.

La presentazione ufficiale è stata sabato 6 ottobre a Bracciano (Rm), a cura dell’Associazione culturale Margini e Segni, con un titolo che è stato un augurio premonitore: “THESE BOOKS ARE MADE FOR WALKING”, questi libri sono fatti per camminare. Non a caso è prevista per dicembre una presentazione a Nairobi. Gran bel cammino.

locandina S2

L’evento si è snodato in tre ‘stazioni’: nella prima stazione, “Aperitivo del libro”, presso la Locanda Saminiati, gli editori di sabbiarossa hanno presentato il loro lavoro impegnato come nuova casa editrice nata nel Sud e il senso di “Esperanza” di Paolo e Pierre Groppo all’interno di esso. La seconda, “Veduta con letture” si è svolta en plein air nel belvedere del Torrione della Sentinella, ai piedi di quel torrione dove abitò Antony Burgess. In questa stazione i presenti hanno ascoltato la lettura di alcuni dei più significativi brani del libro, con l’accompagnamento musicale di Massimiliano Fabrizi. La terza stazione è approdata nella Galleria di Margini e Segni, con “La bottega degli autori”, dove è stato gettato uno sguardo sul lavoro degli autori e del loro background, in un “dietro le quinte” che ha compreso testi, interviste, immagini e video, partendo dal booktrailer di Esperanza.

Sapri senza targa

il comunicato stampa del Comune di Sapri

“Senza targa” a Sapri: comune e assessorato alle pari opportunità presentano il viaggio nella buonavita di Calabria. Con Paola Bottero, Alessandro Russo, Carolina Girasole, Matilde Spadafora e Marisa Garofano.

Si può parlare di pari opportunità in territori dove il potere e la violenza della malavita sembrano escludere a priori ogni possibilità di buonavita? Si può stimolare la voglia di riscatto di una regione che balza agli onori della cronaca nazionale solo per fatti di ‘ndrangheta, criminalità organizzata così forte da essersi radicata un po’ ovunque, raccontando i buoni esempi, le buone vite di chi ha scelto da sempre da che parte stare?

Queste le domande di partenza della serata organizzata dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Sapri, sabato 22 settembre, all’Auditorium Carlo Pisacane, a partire dalle 18. Una serata senza targa, come il titolo del libro scritto da Paola Bottero e Alessandro Russo da cui prende spunto l’evento.

Gli autori hanno invertito la tendenza a raccontare la loro terra. Hanno focalizzato l’attenzione sulla “parte insana”, la ‘ndrangheta, scegliendo di raccontarne “la parte sana, la buonavita, l’unica attraverso cui la Calabria potrà salvarsi”.

Bottero e Russo spiegano: “Esiste una buonavita, in Calabria. Esistono persone che lottano quotidianamente, in silenzio, contro la malavita.
Lo fanno perché non saprebbero fare altrimenti. Lo fanno perché credono sia l’unica risposta possibile al dilagare di indifferenza che ha investito anche loro”
.

Le dodici storie in cui si snoda il “viaggio nella Calabria della buonavita” raccontano di donne e uomini che devono essere un esempio anche al di fuori dei confini regionali. Soprattutto quando a parlare sono le tre ospiti del Comune di Sapri, che sabato prossimo testimonieranno le proprie scelte coraggiose di buonavita.

i protagonisti della buonavita

Carolina Girasole, sindaco di Isola di Capo Rizzuto, Comune che abbraccia la quasi totalità della riserva marina più suggestiva del crotonese e dello Ionio, lotta ogni giorno per riaffermare la legalità in una cittadina che ne aveva dimenticato il significato. Una donna in trincea, una donna in prima linea che, proprio come il nostro Angelo Vassallo – compianto primo cittadino di Pollica, esempio costante per chiunque scelga la buona amministrazione -, si trova ogni giorno a dover combattere non solo contro l’illegalità organizzata, ma anche contro quella culturale, di cittadini che, inconsapevolmente, sono “malati di ‘ndrangheta”.

Marisa Garofalo è la sorella di Lea, donna che ha pagato con la vita, e con la più barbara delle morti, la propria scelta di denunciare il compagno e la sua organizzazione criminale, diventando testimone di giustizia.
Marisa è come Lea: una donna che non ha dubbi, sa da che parte stare. Sa che esistono solo due possibili scelte. Sa che lasciarsi assorbire dai grigi in cui si nasconde chi non sa fare scelte significa permettere alla ‘ndrangheta di continuare a decidere per loro. Marisa Garofalo ha un obiettivo: ottenere giustizia. Per Lea, per Denise, che ha seguito le scelte della madre ed è a sua volta testimone di giustizia, per tutti coloro che hanno scelto la buonavita.

Matilde Spadafora è la mamma di Roberta Lanzino, la studentessa diciannovenne che 24 anni fa, mentre raggiungeva in motorino la casa al mare, è stata violentata e uccisa da assassini ancora senza nome, almeno giudizialmente. Il processo si è riaperto all’inizio dell’anno, grazie alle rivelazioni di un pentito, che ha atteso tutto questo tempo prima di rivelare “l’infamia”.
In attesa di giustizia Matilde e Franco hanno costituito la Fondazione in memoria della figlia. Per la Fondazione che aiuta le donne vittime di violenza e di stalking hanno costruito “la casa di Roberta” a Cosenza.