• info@sabbiarossa.it

| NEWS | social

social al cubo

Invece di lavorare spinti sulla strategia di social media marketing, strategist ed addetti al mkt dovrebbero combinare i diversi mezzi, creando tattiche social e accedendo alla new tecnology non in modo diretto ed unicìvoco, ma mescolando carte e canali per garantire l’efficacia delle azioni.
Potrebbe essere sintetizzato così il consiglio di Forrester, società americana di ricerche di mercato che fornisce consulenza sull’impatto attuale e potenziale della tecnologia.

Forrester ha appena reso noto i risultati della sua ultima ricerca: sui social media nel 2020 si spenderanno 112 miliardi di dollari in pubblicità. Eppure gli addetti ai lavori sono insoddisfatti, rivela il sondaggio appena terminato: il 31% degli intervistati rivela di non saper dimostrare l’impatto dei social sul business.

Forrester non ha dubbi: i social disorientano gli operatori. Non è sufficiente una campagna promozionale per impattare sui social. Non basta calendarizzare una spesa, cercare una creatività accattivante e buttare là, nel mare magnum della rete, il frutto di un lavoro fine a se stesso.
In troppi hanno iniziato a lavorare sui social con aspettative irrealistiche, convinti che di un guadagno facile, di poter sbloccare grandi profitti con poca fatica. I risultati sperati non sono arrivati subiti: gli effetti sono lunghi, bisogna lavorare con strategie dilazionate nel breve, medio e lungo periodo. Così le aziende e i loro consulenti hanno cominciato a credere che i social potessero essere utili solo con la pubblicità: un nuovo mezzo, niente di più. Ma è un grande errore pensare che la pubblicità sia l’unica opportunità offerta dai social media.

Forrest, nel descrivere le ragioni alla base della maggioranza degli errori fatti sui social e nell’indicare come le aziende dovrebbe usare le competenze social per rafforzare altre funzioni di marketing, descrive in realtà il nostro lavoro. Il che ci rende particolarmente orgogliosi. E i risultati che raccogliamo nel tempo non fanno altro che consolidare i dati divulgati dalla società di ricerca.

sui social si ricomincia a cinguettare

La prima trimestrale del 2019 di Twitter fa ben sperare Jack Dorsey: gli utenti sono 330 milioni, i dati parlano di rilancio.
Il social che sembrava ormai prossimo alla fine, con una chiusura del 2018 con numeri poco entusiasmanti, nei primi tre mesi 2019 ha portato ricavi di 787 milioni di dollari: + 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (665 milioni), + 9 milioni di utenti rispetto a dicembre 2018. Dato, quest’ultimo, di non poco peso: sono molti 3 milioni in più di utenti al mese per una piattaforma che lotta da sempre contro account bot latenti, fake e verso contenuti di odio e violenti, procedendo mensilmente alla loro cancellazione. Numeri importanti, quelli degli account di cui Twitter si è liberata: si è arrivati a 70 milioni di account sospesi in 2 mesi, come reso noto a luglio 2018.

E dunque vengono meno quelle che in social mkt sembravano certezze, almeno fino a pochi mesi fa: accanto al lavoro su Instagram e Facebook bisognerà ricominciare a prevedere anche quello su Twitter.

3 italiani su 4 on line

42,3 milioni gli italiani online a marzo 2019: Audiweb ha reso noti gli ultimi dati sull’audience on line in Italia. E i dati parlano chiaro: il 70,8% della popolazione dai 2 anni in su – 3 italiani su 4 – a marzo sono stati online per 87 ore e 19 minuti (3 giorni e 15 ore). L’utilizzo di internet nel giorno medio a marzo vede coinvolti 33,3 milioni di individui, online principalmente da Smartphone: 28,6 milioni di utenti online si sono collegati almeno una volta nel giorno medio da Smartphone, l’87% dei maggiorenni online, collegati in media per 3 ore e 24 minuti per persona. 

Chi ha navigato di più nel giorno medio a marzo? La metà degli uomini (55,6%, 16,6 milioni) e delle donne (55%, 16,7 milioni); gli under 45 hanno navigato almeno nell’80% dei casi, con l’82,8% dei 18-24enni online nel giorno medio (3,6 milioni), l’83,9% dei 25-34enni (5,7 milioni) e l’80,3% dei 35-44enni (7,2 milioni). Assidui fruitori della rete anche i 45-54enni, online nel 78% dei casi (7,5 milioni), e parte dei 55-64enni con il 66,5% degli individui di questa fascia d’età online nel giorno medio (5,4 milioni). La fruizione “quotidiana” da Smartphone ha raggiunto almeno il 70% della popolazione di 18-54 anni, con la quota più elevata per i 25-34enni (il 78% degli individui di questa fascia, pari a 5,3 milioni), continuando con il 75,6% dei 18-24enni (3,3 milioni), il 71,2% dei 35-44enni (6,4 milioni) e il 70,6% dei 45-54enni (6,7 milioni).

Circa l’87% dei maggiorenni online ha navigato da Smartphone almeno una volta nel giorno medio e l’84,5% lo ha fatto tramite applicazioni mobile. Proporzione che si riscontra anche nella distribuzione del tempo online da cui emerge che il 71,3% del tempo totale online è generato dalla navigazione tramite applicazioni installate sullo Smartphone.

12