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Il Premio San Giorgio a Beltempo di Saverio Pazzano

“Un libro della e per la vita, che significa presenza attiva, libera, consapevole, umana e solidale negli innumerevoli viaggi di ogni uomo, di ogni tempo e di ogni luogo che, insieme, costituiscono la Storia”. Finisce così la motivazione con cui la Giuria della I edizione del premio letterario “San Giorgio” è stato assegnato a Beltempo (STORIE, sabbiarossa ED) di Saverio Pazzano.

Dopo quattro anni consecutivi in cui il Comune di San Giorgio Morgeto (Rc) ha ospitato la fiera letteraria San Giorgio, una rosa, un libro, quest’anno la scelta di dare il via ad un vero e proprio premio letterario. “L’accoglienza”: questo il tema scelto, attraverso il quale l’amministrazione ha invitato le case editrici a presentare le proprie candidature. E un premio titolato a San Giorgio non poteva che essere assegnato il giorno dedicato al santo. Domenica 23 aprile il sindaco di San Giorgio Morgeto e Rosanna Giovinazzo a nome della giuria hanno reso noti i tre finalisti. Primo premio a Beltempo, appunto, assegnato alla casa editrice che si è portata a casa anche il terzo premio, con Il Pogrom della Continassa (TRACCE, sabbiarossa ED) di Carla Osella e Mara Francese.

Questa la motivazione della Giuria per il primo premio assegnato a Beltempo:

“Un romanzo molto intenso che, con abile simmetria e un ottimo intreccio narrativo, trasporta il lettore in un mondo apparentemente conosciuto, quello delle migrazioni e delle tragedie che si consumano nei nostri mari, ma che in realtà ha bisogno, per essere autenticamente e storicamente compreso, di voci che non siano soltanto quelle dei media. Questo romanzo è una di quelle voci che, delicatamente ma anche risolutamente, entra nel cuore dei lettori, e lì si impianta.
Nelle vite intrecciate di Nino, il bambino che già sa cosa vogliano dire nostalgia e distacco, del Vecchio che ha l’odore di storia passata e di brigate partigiane, di Elisa, giovane giornalista pronta a raccontare l’ennesima tragedia del mare, si amalgamano e si compenetrano passato e presente, emigrazione di ieri e di oggi, situazioni, sentimenti ed umori, ed il tutto in modo mirabile. Le parole acquistano, o meglio si riappropriano, del loro valore autentico, che le libera da mistificazioni e superficialità, frutto di scarsa conoscenza e di pregiudizi diffusi. Così Nino, il bambino, impara come l’intera umanità dovrebbe fare.
E’ un libro della e per la vita, che significa presenza attiva, libera, consapevole, umana e solidale negli innumerevoli viaggi di ogni uomo, di ogni tempo e di ogni luogo che, insieme, costituiscono la Storia”.

E questa la motivazione per il 3° premio, assegnato a Il Pogrom della Continassa:

“Il titolo dà una chiave di lettura del libro che mette in luce il dramma dell’emarginazione di una particolare etnia presente in buona parte del mondo: i Rom. Partendo dall’episodio del rogo della Continassa, di cui le cronache italiane si sono occupate nel 2011, le due autrici ripercorrono, attraverso le testimonianze di donne e bambini, i tentativi di integrazione della comunità Rom di Torino.
Il libro rappresenta una testimonianza diretta su un mondo poco conosciuto e tenta di scardinare i pregiudizi nei confronti di una comunità, appunto quella dei Rom che, da sempre e ovunque, è stata oggetto di discriminazione e ghettizzazione. Interessante la parte relativa alla storia dei Rom, il popolo “viaggiante”, che offre al lettore la possibilità di accostarsi a questa particolare cultura per scoprirne autenticità e identità. Perché conoscere la diversità allontana le paure, avvicina e arricchisce i popoli”.

Partita la Fiera del Libro di Reggio con Beltempo di Saverio Pazzano

Avviata stamattina a Palazzo Alvaro, già sede della Provincia ed oggi della Città Metropolitana, la rassegna San Giorgio. Una rosa. Un libro si pone di fatto come la prima fiera del libro e dell’editoria di Reggio Calabria. La prima organizzata in città, almeno. L’apertura dei lavori non poteva che essere dedicata a “Immigrazione, accoglienza, integrazione: la cultura come trait d’union, tra sfide e opportunità”. Il convegno introduttivo organizzato da Francesca Agostino, ideatrice della rassegna, ha messo a confronto una pluralità di voci: Anna Nucera, assessore cittadino alla Pubblica Istruzione, Bruna Labate Mangiola, volontaria della casa di Lena, che ha saputo restituire alla sala “l’odore dell’accoglienza”, Pietro Marino per l’Unicef, Franco Arcidiaco, delegato alla cultura cittadina ed editore e l’Auser di Oppido Mamertina. Ma non poteva mancare un libro ed un autore. Il compito di creare suggestioni nella platea ricca di ragazzi Saverio Pazzano, che partendo dal romanzo Beltempo (sabbiarossa edizioni) ha saputo cucire i fili e le emozioni.

https://www.facebook.com/sabbiarossaED/videos/1311640238934909/

«Il sistema italiano» ha detto Pazzano «accoglie ma allo stesso tempo chiama clandestine le persone che accoglie fino a prova contraria. Dopo l’accoglienza c’è un viaggio che continua. E il viaggio via terra diventa sempre più difficile. Sappiamo benissimo come si comportano gli Stati: il caso di Gabriele Del Grande ce lo dimostra proprio in questi giorni. Ma troppo spesso facciamo finta di non sapere. E permettiamo che un corridoio umanitario sia affidato all’illegalità: troppo spesso vengono applicate leggi ingiuste ed inique».

L’intervento dell’autore ha chiuso la mattinata con una cucitura tra le emozioni, le ansie politiche e sociali e la narrativa, «perché quello che noi dobbiamo chiedere alla letteratura e ai libri non è di farci innamorare: noi dobbiamo chiedere a chi scrive di scendere nell’abisso dell’umanità e tirare fuori una verità. La verità poi va espressa in una lingua. Ad esempio di tutto quello che ho detto il 60% è greco, il 20% è latino, il 10% è un pout pourri di francese, tedesco, spagnolo eccetera. E il resto è ancora da venire. Diceva Tullio De Mauro che il 10% della lingua che parliamo quotidianamente deriva dal nostro rapporto, dalla nostra relazione quotidiana che abbiamo con gli altri. E infatti in questo momento deriva dal nostro rapporto con quelli che chiamiamo stranieri: io parlo una lingua straniera. Per fortuna è una lingua che non conosce frontiere e non conosce barriere. Io penso che l’unico atto contro natura siano le frontiere. Ed è questo che scrivo».

Gli appuntamenti nel Palazzo Alvaro di piazza Italia continuano fino a domenica. E domani pomeriggio, sabato 22 aprile, alle ore 18, nella sala conferenze del piano terra, un altro appuntamento con sabbiarossa edizioni e con Cis (centro internazionale scrittori) Calabria e Rhegion Julii, che hanno organizzato in sinergia l’evento C’è vita oltre Faceboom? – dalle 18 vite incatenate del libro di Paola Bottero allo strapotere dei social. Partendo dalla narrativa Loreley Rosita Borruto, Mafalda Pollidori, Pino Rotta e Paola Bottero apriranno una riflessione ad ampio raggio sulla vita – e la non vita – social.

C’è vita oltre Faceboom?

Non servono i numeri di Charles Chu, giornalista americano che si è preso la briga di calcolare il tempo medio utilizzato da ciascuno sui social network (608 ore all’anno) e, raffrontandolo con i tempi medi di lettura (tra le 200 e le 400 parole al minuto), ha rivelato che se si leggesse invece che stare sui social leggeremmo almeno 200 libri l’anno (e oggi consideriamo lettori forti quelli che riescono a leggere dieci titoli l’anno).

Non servono quei calcoli, perché basta leggere alcune notizie di cronaca per avere il quadro aberrante di ciò che possono diventare i social quando si sceglie, invece dell’uso, l’abuso: dal pluriomicida/ suicida che ha filmato e postato in diretta il suo ultimo delitto alle troppe ragazze che si sono tolte la vita per i contenuti postati e non rimossi dai social, gli esempi di vita reale che si intrecciano con la vita social rendono urgente affrontare il tema da più angolature.

C’è vita oltre Faceboom? Questa la domanda che si sono posti il Cis (centro internazionale scrittori) Calabria, il Rhegion Julii e sabbiarossa edizioni, partendo dalle vite incatenate – e narrate – da Paola Bottero nei 18 racconti che fanno parte, appunto, di Faceboom (sabbiarossa edizioni). Le risposte saranno il filo conduttore dell’incontro organizzato in sinergia all’interno della rassegna culturale San Giorgio. Una rosa. Un libro, che si terrà a Palazzo Alvaro (ex sede della Provincia di Reggio Calabria, in piazza Italia) nel prossimo fine settimana. Sabato 22 aprile, alle ore 18, nella sala conferenze del piano terra, Loreley Rosita Borruto, Mafalda Pollidori, Pino Rotta e Paola Bottero partiranno dall’opera narrativa per una riflessione ad ampio raggio sulla vita – e la non vita – social.

Spiega Mafalda Pollidori, neo presidente del Rhegion Julii: «Partendo dalla tagliente ed appuntita riflessione di Paola Bottero – che emerge dalla raccolta dei 18 racconti di Faceboom – sulla incomunicabilità celata dietro una sovraesposizione parolaia, l’incontro sarà occasione per riflettere sul potere dei “like”. Infatti, inseguendo “le vite incatenate” dei protagonisti delineati dalla chirurgica scrittura della Bottero si parlerà della vita… della vita al tempo dei social e si cercherà di mettere insieme i cocci di “quello che qualcuno insiste a chiamare mondo reale”».

Loreley Rosita Borruto, del Cis Calabria, aggiunge: «Avere o essere? Se lo chiedeva Eric Fromm, aprendo a riflessioni che oggi sono ancora più contemporanee. Oggi la risposta potrebbe essere, semplicemente, “apparire”, come perfettamente sintetizzato nella frase di Bukowski. I social, che pure hanno connotazioni positive, hanno cancellato i dialoghi ed i rapporti intimi, la privacy. Siamo diventati come le monadi di Leibnitz, isole non comunicanti che si sono lasciate fagocitare dagli squilibri di allontanamento dai sentimenti. E se non abbiamo più contatti diretti, poco per volta perdiamo anche altro, a partire dal senso della parola, ormai cancellato dalla povertà del linguaggio».

«I social sono lo specchio distorto della realtà»: secondo Pino Rotta, presidente del Corecom, «Facebook, proprio come narrato in Faceboom, è l’amplificatore delle solitudini sociali, dell’emarginazione, del senso di impotenza. Si avverte, nei social, la mancanza di conoscenza che diventa struttura, che impoverisce i linguaggi, che si fa emergenza sociale. Lavoro da anni su questi argomenti, perché credo urgente una prevenzione a livello pedagogico: il Corecom ha sottoscritto due protocolli d’intesa con la Commissione Pari opportunità per cercare di mettere un freno al cyber bullismo, ma la strada è ancora molto lunga».

«Siamo un po’ i marziani di noi stessi e della nostra umanità» chiosa Paola Bottero, autrice di Faceboom. «C’è vita su Marte? ci chiedevamo un tempo. Oggi la domanda è “c’è vita oltre i social, oltre la rappresentazione che facciamo di noi stessi?”. Per me i social sono da sempre strumenti di amore e di odio: possono dare tantissimo, se usati bene. Possono diventare micidiali se abusati. E ne stiamo abusando da tempo, svuotando il senso non solo delle parole, ma anche della nostra stessa natura umana: la condivisione diventa un post o un like, il dialogo si trasforma in commenti acidi, troppo cattivi o troppo buonisti, su qualsiasi argomento, l’attenzione per il sociale diventa ansia di avere una visibilità social, in un’implosione continua e costante che sta rubandoci l’umanità. Da queste riflessioni sono nate le vite incatenate. E ancora oggi la domanda è quotidiana: c’è vita oltre Faceboom?».

San Giorgio. Una Rosa. Un libro: la V edizione si apre a Reggio con Beltempo

da San Giorgio. Una Rosa. Un Libro 2017

Tutto pronto per la manifestazione “San Giorgio. Una Rosa Un libro”, la kermesse letteraria ed editoriale ideata da Francesca Agostino (promotrice culturale e componente del Comitato Giovani UNESCO) sul modello della festa del libro di San Jordi che si svolge ogni anno a Barcellona nella data del 23 di aprile. L’evento, patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, è organizzato a San Giorgio Morgeto dal 2013 e riproposto annualmente, ed assume per la quinta edizione di aprile 2017 una portata territoriale più ampia, grazie al patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria con la supervisione del delegato alla Cultura del Sindaco Giuseppe Falcomatà, Franco Arcidiaco. La città di Reggio Calabria ospiterà l’evento presso il prestigioso Palazzo “Corrado Alvaro”, sede della Città Metropolitana.

Le finalità: dialogo internazionale, valorizzazione delle tradizioni, divulgazione della conoscenza mediante il libro e la lettura

Le finalità della manifestazione sono molteplici e tutte rilevantissime. Si intende anzitutto aderire, in un’ottica di apertura e dialogo internazionale, allo spirito celebrativo di una grande organizzazione internazionale come l’UNESCO, che sin dal 1996 ha istituito la giornata mondiale del libro; inoltre c’è il desiderio di valorizzare la tradizione religiosa e culturale locale, conciliando la celebrazione in onore di San Giorgio Megalomartire, patrono della Città di Reggio Calabria, alla celebrazione di qualcosa di altrettanto “sacro”, come lo è il libro, per una regione che, secondo i dati, presenta ancora indici troppo bassi di propensione alla lettura e, al contrario, elevati livelli di dispersione scolastica, mentre è stabile il numero dei c.d. “NEET” (Not in education, employment or training).  La creazione di un momento e di un luogo d’incontro diretto tra autori, editori e lettori, rappresenta uno strumento utile per contrastare le tendenze negative che caratterizzano il nostro territorio.

La leggenda di San Giorgio: il cavaliere, il drago, la principessa, la rosa e i libri

Forte impatto sensoriale ed emotivo per la leggenda connessa alla figura di San Giorgio, il Santo Cavaliere, simbolo della lotta contro il male (simboleggiato, nell’iconografia tradizionale, dal drago trafitto dalla sua lancia). Si dice infatti che San Giorgio, all’atto di uccidere il drago  (simbolo del male che affliggeva e minacciava il regno) e nel tentativo di liberare la principessa prigioniera, vide sgorgare del sangue dal corpo del drago trafitto dalla lancia. Dal sangue fiorì una rosa rossa, che il giovane donò alla principessa in segno di onore e reverenza. La principessa, a sua volta, in segno di riconoscenza, donò al cavaliere un libro. Da cui il nome dell’evento: “San Giorgio. Una rosa, un libro”.

Il significato della data del 23 aprile: la festa patronale, le commemorazioni degli scrittori di fama mondiale

Il 23 di aprile è, inoltre, la data nella quale ricadono le commemorazioni in onore di numerosissimi esponenti del panorama letterario mondiale, le cui vite sono indissolubilmente legate a questo giorno, in quanto data della loro nascita o scomparsa: William Shakespeare, Inca Garcilaso de la Vega, Maurice Druon, Miguel de Cervantes, Vladimir Nabokov, Manuel Mejía Vallejo, Halldór Laxness, Josep Pla. Inoltre a Barcellona, nel 1926, lo scrittore ed editore valenziano Vincent Clavel Andrés si fece promotore di una giornata nazionale di celebrazione del libro; con decreto reale del 6 febbraio 1926 il re Alfonso XIII istituì la Giornata del Libro spagnolo, che dal 1931 è celebrata nella data del 23 di aprile. Si segnala che San Giorgio è patrono anche della città di Barcellona e della Catalogna. Gesto simbolo e rito tradizionale ormai consolidato della giornata è lo scambio reciproco di rose e libri, in segno di affetto e amore reciproco.

La fiera del libro e i partecipanti

Per la celebrazione della Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore, la Città Metropolitana di Reggio Calabria presieduta dal Sindaco, Giuseppe Falcomatà, ha invitato tutti gli editori ad aderire alla fiera, mettendo gratuitamente a disposizione spazi e stand letterari ai partecipanti, all’interno del prestigioso Palazzo “Corrado Alvaro”.

La risposta degli editori è stata straordinaria, sono oltre 20 le case editrici e le librerie aderenti: Nuove edizioni Barbaro, Bompiani edizioni, Città del Sole edizioni, Coccole Books, Disoblio edizioni, Falco Editore, Falzea editore, Ferrari editore, Giunti editore, Kaleidon editrice, Kimerik editore, Laruffa editore, Casa editrice Leonida, Mesogea edizioni, La Mongolfiera edizioni, Libreria Nuova Ave, Franco Pancallo editore, Luigi Pellegrini Editore, Editoriale Progetto 2000, Rubbettino editore, Sabbiarossa edizioni.

Il convegno di apertura: “Immigrazione, accoglienza, integrazione. La cultura come trait d’union, tra sfide e opportunità”.

Questo il titolo del convegno introduttivo che darà avvio i lavori il 21 aprile  dalle ore 10:00. Numerosi ed importanti gli interventi in programma: il Sindaco Giuseppe Falcomatà per i saluti istituzionali e l’avvio dei lavori, l’Assessore all’educazione, Istruzione, Rapporti con le scuole e università del Comune di Reggio Calabria Anna Nucera, la referente per il Coordinamento Emergenza Migranti di Reggio Calabria, Bruna Labate Mangiola, Saverio Pazzano, docente e autore di Beltempo (sabbiarossa edizioni), operatori volontari dell’Auser di Oppido Mamertina, per l’illustrazione del loro progetto di alfabetizzazione, rivolto ai migranti, Pietro Marino, Presidente Comitato Unicef di Reggio Calabria. Conclude Franco Arcidiaco, delegato alla cultura del Sindaco della Città di Reggio Calabria; coordina Francesca Agostino, promotrice dell’evento  “San Giorgio. Una rosa, un libro” e componente del Comitato Giovani  UNESCO.

Il programma: 21, 22 e 23 aprile: LA FIERA DEL LIBRO E DELL’EDITORIA e gli eventi

Dal 21 al 23 di aprile, dalle ore 10:00 alle ore 22:00 nella sala delle esposizioni di Palazzo CORRADO ALVARO, la grande fiera del libro e dell’editoria: stand letterari ed editoriali con vasto assortimento di libri di ogni genere.

Nella giornata del 23 aprile, in ossequio alla tradizione internazionale, ogni uomo che acquisterà un libro regalerà una rosa a una donna!

Numerose presentazioni letterarie in programma, alla presenza degli autori:

Pane e politica di Paolo Brunetti, La Calabria e i suoi filosofi secondi di Angelo Vecchio Ruggeri, La signora di Ellis Island e le altre opere dell’autore Mimmo Gangemi, Curriculum d’operaio di Ferdinando Spanò, Faceboom. Vivere al tempo del social di Paola Bottero, Era fame di vita di Giovanni SuraciChiudi e vai! di Antonio Calabrò, L’imperfezione dell’angelo di Nadia Crucitti, CIC. L’ultima missione di Giuseppe Nicolò, Il marionettista. La tragica storia di Ferdi Giulianidi Luca Ielo.

E ancora… eventi musicali ed i whorkshop di scrittura creativa ideati da Amalia Papasidero!

PROGRAMMA  21, 22 e 23 aprile 2017

CITTÀ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA
PALAZZO CORRADO ALVARO
Piazza Italia, 1 – Reggio Calabria

venerdì 21 APRILE
Ore   9:30  Apertura Fiera con taglio inaugurale del nastro
Ore   9:45  Cerimonia donazione alla Città dell’Opera “San Giorgio e il drago” di Hassan Vahedi
Ore 10:00 Convegno introduttivo e apertura lavori “Immigrazione, accoglienza, integrazione: la cultura come trait d’union, tra sfide e opportunità” – A cura di Francesca Agostino, intervengono: Giuseppe Falcomatà, Anna Nucera, Bruna Labate Mangiola, Saverio Pazzano (Beltempo, sabbiarossa edizioni), Pietro Marino, Franco Arcidiaco e l’Auser di Oppido Mamertina
– SALA CONFERENZE  – 
Ore 10:00-22:00 FIERA DEL LIBRO E DELL’EDITORIA / STAND EDITORI
– SALONE ESPOSIZIONI  – 
Ore 16:30  Presentazione del libro Pane e politica di Paolo Brunetti  a cura di Città del sole edizioni
– SALA CONFERENZE –
Ore 18:30  Presentazione del libro La Calabria e i suoi filosofi secondi  di Angelo Vecchio Ruggeri  a cura di Città del sole edizioni
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) –
Ore 20:00-22:00  “Musica in salotto” a cura del Conservatorio Francesco Cilea
– SALONE DELLA MUSICA “MONS. GIOVANNI FERRO” (Primo piano) –
sabato 22 APRILE
Ore 9:30 Incontro con l’autore. Presentazione del volume La signora di Ellis Island e le altre opere dell’autore Mimmo Gangemi  – A cura di Francesca Agostino e Amalia Papasidero
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) –
Ore 10:00-22:00 FIERA DEL LIBRO E DELL’EDITORIA / STAND EDITORI
– SALONE ESPOSIZIONI
Ore 11:30 Il mestiere di scrivere – Workshop di scrittura creativa – A cura di Amalia Papasidero
– SALA CONFERENZE –
Ore 16:30  Presentazione del libro Curriculum d’operaio di Ferdinando Spanò a cura di Città del Sole edizioni
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) –
Ore 18:00  C’è vita oltre Faceboom? Dalle 18 vite incatenate del libro di Paola Bottero allo strapotere dei social – A cura di CIS – Centro Internazionale Scrittori Calabria, Rhegium Julii, Sabbiarossa Edizioni
– SALA CONFERENZE –
Ore 18:30  Presentazione del libro Era fame di vita di Giovanni Suraci a cura di Città del sole edizioni
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) –
Ore 20:00-22:00 “The Gluckners” – Concerto di musica celtica
– SALONE DELLA MUSICA “MONS. GIOVANNI FERRO” (Primo piano) –
domenica 23 APRILE
Ore 10:00-22:00 FIERA DEL LIBRO E DELL’EDITORIA / STAND EDITORI
– SALONE ESPOSIZIONI –
Ore 11:00 Incontro con ANTONIO CALABRO’, autore del libro Chiudi e vai! Disoblio edizioni
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) –
Ore 15:00  Il mestiere di scrivere – Workshop di scrittura creativa – A cura di Amalia Papasidero
– SALA CONFERENZE –
Ore 16:00  Incontro con Luca Ielo, autore del libro Il marionettista. La tragica storia di Ferdi Giuliani – Kimerik editore
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) –
Ore 17:00 Presentazione del libro L’imperfezione dell’angelo di Nadia Crucitti, Città del sole edizioni
– SALA BIBLIOTECA STORICA (Primo piano) – 
Ore 18:30 Presentazione del libro: CIC. L’ultima missione di Giuseppe Nicolò, Laruffa edizioni
– SALA CONFERENZE –
Ore 20:00-22:00  Jam Session “Metro Jazz” – A cura del Maestro Nino Spezzano
– SALONE DELLA MUSICA “MONS. GIOVANNI FERRO” (Primo piano) –
In questa giornata del 23 aprile, in ossequio alla tradizione internazionale, ogni uomo che acquisterà un libro regalerà una rosa a una donna!

Marchiati 2.0 | la calabrofobia corre anche sul web

Noi calabresi siamo come i sei personaggi in cerca d’autore. Siamo davanti a un palco nudo, in un teatro vuoto, intimamente convinti di essere stati concepiti da uno scrittore che poi ci ha abbandonati al nostro destino. Ci aspettiamo che sia qualcuno scrivere il nostro dramma e che ci siano attori professionisti pronti a portarlo in scena fino a quando, questi ultimi, inevitabilmente, risultano falsi ai nostri occhi. Ogni tanto proviamo a entrare in scena, per rappresentare direttamente la nostra vita, ma ci accorgiamo che l’autore che abbiamo scelto non ha ben capito ciò che vogliamo dire, perché le nostre parole per gli altri hanno un significato diverso e perché ciascuno di noi ha una propria verità e vive il proprio dramma in modo ostinatamente individuale. È come se ci portassimo dietro un senso di colpa atavico, che condiziona la nostra volontà di esistere in quanto “calabrese collettivo” e che può essere risolto solo con la fuga dalla Calabria o con il rinnegare la nostra storia e le nostre tradizioni. Parole sacre come “famiglia”, se associate a “calabrese”, sono ormai diventate sinonimo di cosca di ‘ndrangheta. Pezzi del nostro folklore e del nostro antico modo di essere sono stati ormai fagocitati dentro la rappresentazione della ritualità mafiosa. Non è che il resto del mondo rifiuti il nostro “essere” calabresi. Accade, come scriveva Luigi Pirandello per i suoi sei personaggi in cerca d’autore, che il mondo si rifiuti di comprendere la nostra “ragion d’essere” calabresi. E questo accade perché noi non siamo stati in grado di mettere una rigida linea di confine tra la nostra storia, la nostra vita, il nostro “dramma”, e l’altra storia, quella dei calabresi assassini e violenti, quella dei corrotti e dei corruttori.

Inizia così Marchiati 2.0, in uscita nell’autunno 2017 nella collana IMPRONTE. Tre anni dopo l’uscita di Marchiati [come ’ndrangheta, stampa e tv hanno inventato la nuova “calabrofobia”, RC, sabbiarossa, 2014] Alessandro Russo si prepara ad una seconda edizione, totalmente rinnovata. Tante notizie si sono aggiunte in questi due anni e mezzo, in cui social media e web in genere hanno invaso la vita pubblica e privata. Ma è rimasta ancora, sempre più forte, la calabrofobia ottimamente descritta con fatti e notizie in Marchiati 2.0.

storie tossiche in volo per il Premio Letterario Augusta

RiT 1 storie tossicheC’è un granello di sabbiarossa tra i titoli in corsa per il Premio Letterario Augusta, rivolto alle opere di narrativa, saggistica e poesia, che sarà consegnato il 22 ottobre a Mantova, in occasione dell’anno di Mantova Capitale della Cultura. Al concorso, rivolto agli autori esordienti e alle opere pubblicate con un editore attivo sull’intero territorio nazionale da almeno un anno, ha partecipato Milingo Sutera con storie tossiche (Rc, sabbiarossa ED, 2015), che attualmente è al secondo posto nella classifica nazionale dei voti on line, con 8.179 voti (ma potete aumentarli ulteriormente, votando qui).

Le opere in concorso sono soggette ad una triplice fase di votazione: “La prima fase, ad opera dei lettori, tramite votazione telematica sul sito Premioaugusta.it, all’esito della quale le dieci opere che avranno registrato il maggior numero di preferenze saranno ammesse alla seconda fase; la seconda fase, sempre ad opera dei lettori mediante votazione telematica, all’esito della quale le tre opere che avranno registrato il maggior numero di preferenze saranno ammesse alla fase finale; la fase finale, in cui una giuria qualificata nominata dal consiglio direttivo dell’ente organizzatore stabilirà la graduatoria definitiva delle opere finaliste”.

Non manca molto. E non possiamo che augurare al nostro Domenico/Milingo, di riuscire a volare alto sulle ali del gabbiano della cover, immagine d’autore del grande fotografo Raffaele Montepaone, ed arrivare al podio. Dritto dritto, nel posto più alto, cavalcando le emozioni forti dei suoi racconti.

Faceboom e Solstizio a Monasterace (Rc): Maria Carmela Lanzetta conversa con Paola Bottero e Francesco Loccisano

Una serata che restituisce ai social una dimensione sociale e reale, quella di venerdì 5 agosto a Monasterace (Rc). Il terzo appuntamento del ciclo “coltiviamo la cultura”, organizzato dall’Agriturismo ‘A Lanterna (Strada Statale Jonica, Località Cuturi), a partire dalle 19.30, è il perfetto incrocio di un libro che denuncia la possibile deriva da abuso dei social, il fortunato Faceboom di Paola Bottero (Rc, sabbiarossa edizioni, 2015), giunto alla terza ristampa, con le sonorità della chitarra battente di Francesco Loccisano, che ha scelto i social e il mondo web per sperimentare un percorso multimediale e interattivo nella presentazione del suo ultimo lavoro, Solstizio.
A moderare ed accompagnare parole e sonorità battenti della narratrice e del chitarrista sarà Maria Carmela Lanzetta, che molto ha da dire e dirà sull’incastro a due vie tra social e sociale.

faceboom-monasteraceDue i veri protagonisti dell’incontro: da una parte le “vite incatenate ai tempi dei social” raccontate da Paola Bottero, che fotografano un’Italia sempre diversa ma sempre uguale, l’ansia da social, l’assenza di amore o l’invano tentativo di comprenderne l’essenza. Uno spaccato di questa nostra società dell’apparire che ben poco spazio lascia a valori o sentimenti. E se sembra di intravederne uno spiraglio, ben presto la porta si chiude per aprire un computer, un notebook, uno smartphone. Nessuna esplosione di vita vera, una realtà che è un’implosione verso il nulla. In un inseguire sempre e ancora, con accanimento, un antidoto a una solitudine
patologica: il successo immediato. Anche se solo in forma di like.

L’altro protagonista è il nuovo concept album di Francesco Loccisano, fuori dalle regole consuete, in totale sintonia con il significato profondo del “Sostizio” che unisce i due termini latini sol “sole” e – sistere “fermarsi”. La scelta del chitarrista che ha fatto della battente uno strumento solista in grado di affermare una tipicità unica è di pubblicare sei tracce con il relativo video nell’arco di un anno, immergendosi di volta in volta totalmente su un unico brano. Spiega Loccisano: “Alla fine avremo un concept album maturato attraverso la libertà della creazione e la risposta di chi ci seguirà. Una composizione in sol” per sottolineare come “spesso diamo per scontato l’avvicendarsi del giorno e della notte, e invece il sorgere del sole ogni giorno è un miracolo”.

Ingresso gratuito, emozioni garantite, guardando il faro e i reperti archeologici di Monasterace.

Partono con il bicchiere mezzo pieno gli incontri letterari all’agriturismo ‘A Lanterna

Venerdì 22 Luglio alle ore 19,30 all’agriturismo bio-ecologico ‘A Lanterna (Strada Statale Jonica, Località Cuturi, Monasterace, Rc), sarà presentato il libro Il bicchiere mezzo pieno – Storie di Calabria, sabbiarossa edizioni (Rc 2015), un’opera scritta a quattro mani da Nicola Fiorita e Giancarlo Rafele.

I4-bicchiere-coverQuattordici itinerari.
“Cinquemilaseicentoerotti chilometri” per raccontare la Calabria attraverso colori, odori, persone. “Il bicchiere mezzo pieno” è un viaggio alla ricerca della Calabria migliore, ma soprattutto, di uomini e donne che non si arrendono, che vanno oltre l’individualismo, le invidie, le rivalità. Un viaggio per trovare le tante, tantissime ragioni che permettono di vivere in Calabria ed esserne felici. Come scrive nella prefazione Igor Staglianò: “Il bicchiere può essere mezzo – o tutto – pieno. Basta saperlo guardare con gli occhi giusti. Basta saperlo leggere con il cuore, passando per la pancia e per la testa”.

Al termine della presentazione, sarà offerta una degustazione dei vini de “La Peschiera” azienda agricola di San Lorenzo del Vallo (Cs), una delle tante aziende protagoniste del libro. Nicola Fiorita è Docente dell’Università della Calabria si occupa per lavoro di diritto e religione, laicità e Islam europeo. È coordinatore del corso di laurea in Scienze politiche. Nella restante parte della vita è presidente di Slow Food Calabria, sostenitore di Libera e parte del collettivo Lou Palanca. Giancarlo Rafele è Nella vita di occupa di servizi sociali e terzo settore. Dirige il Centro specialistico della Regione Calabria per la cura e la protezione di bambini vittime di abusi sessuali e coordina, per conto di Legacoop Calabria, le cooperative sociali che operano su terreni confiscati alla mafia. È coautore di scritti e pubblicazioni in materia di servizi sociali. Durante il resto della giornata è responsabile regionale della guida Slow Wine.

Sabbiarossa al XXIX Salone del Libro di Torino: parte da Faceboom il viaggio nel lato oscuro della società

Ottimo il consuntivo di sabbiarossa edizioni alla chiusura del XXIX edizione del Salone internazionale del Libro di Torino: continua a crescere l’interesse per i titoli della casa editrice indipendente nata quasi cinque anni fa a Reggio Calabria, ormai quasi un caso nazionale per la scelta di una narrazione e di una linea editoriale che, lontane da logiche commerciali, incontrano sempre più il favore dei lettori. Qualità e non quantità: questa la scelta ab origine. Una scelta che premia. Una scelta che ha fatto optare, a fronte della presenza nello stand della Regione Calabria di libri come il primo nato nella collana RACCONTInTASCA, Storie tossiche di Milingo Sutera, o del fortunato il bicchiere mezzo pieno di Fiorita e Rafele, collana IMPRONTE, per un’unica presentazione, quella dell’ultimo titolo di narrativa, collana STORIE.

s5-salto16-03Faceboom di Paola Bottero, come gli altri libri della stessa autrice già alla seconda ristampa, è stato il fulcro intorno al quale si è sviluppato un incontro molto interessante e partecipato, che ha saputo partire dall’opera per andare oltre e perlustrare le tante sfaccettature del mondo social. Condotto da Fabio Malagnino, giornalista dell’ufficio stampa del Consiglio regionale del Piemonte, l’incontro ha avuto come relatori Cristopher Cepernich, sociologo dei media dell’Università di Torino, e Federica Roccisano, assessore al Welfare della Regione Calabria, oltre ovviamente all’autrice Paola Bottero, che è stata sollecitata non solo come scrittrice, ma anche come giornalista e comunicatrice.
Ne è uscito un confronto partecipato e molto interessante, in cui sono state condivise domande e cercate risposte.
«Un libro intenso, scritto in modo egregio» ha esordito Cepernich. «Un libro che va letto non solo perché è piacevole leggerlo, ma anche perché offre uno spaccato reale di quello che è diventata la nostra società: racconta lo squallore di vite che sarebbero squallide anche senza i social, ma che attraverso i social si mettono sotto la lente di ingrandimento per restituire il loro nulla. Come nulla è anche Facebook: l’errore più grande che facciamo quando approcciamo ai social network è di crederli media. Ma non sono media: su Facebook non succede nulla. Facebook connette, è una piattaforma, una rete, eppure la stiamo a guardare come se fosse una nuova televisione».
«La mia ricerca narrativa si sviluppa intorno a quella “e” che fa la differenza, tra social e sociale» ha confermato Bottero. «Sono molto più attenta e preoccupata della deriva sociale, che tanto facilmente emerge dai social. Per me Facebook è un linguaggio, uno strumento, che purtroppo spesso facilita la crasi tra apparenza e sostanza, l’incapacità di essere e la propensione a raccontare di essere, così ben rappresentata dal quarto d’ora di celebrità di cui parlava Warhol. Le diciotto vite incatenate di Faceboom non sono altro che le mie paure, un modo per vedere il burrone della disumanità prima di caderci dentro».
Le sollecitazioni di Malagnino sono state una narrazione nella narrazione: partendo da Faceboom e da alcuni suoi personaggi ha abbracciato la politica, la sociologia, le riflessioni più urgenti. Costringendo i relatori ad un vero e proprio outing, come quello di Roccisano: «Quando mi hanno bruciato la macchina parcheggiata sotto casa, il commento più frequente è stato: ti sei esposta troppo, sei sempre su Facebook e Twitter a scrivere dove vai, cosa fai, chi incontri. Era ovvio che ti arrivasse un’intimidazione. Anzi, strano che non sia successo prima. Per loro utilizzare strumenti come i social per informare del mio operare amministrativo significava automaticamente creare malumori».

s5-salto16-12«Mi piace raccontare anche la follia della vostra impresa, con la nascita di sabbiarossa edizioni»: la chiusura dell’incontro è stato un resoconto sollecitato da Malagnino sull’esperienza «di essere editori puri, in un mare fatto di grandi cartelli nazionali e di piccole realtà tipografiche, editori a pagamento che soddisfano la richiesta degli aspiranti scrittori ponendosi sul mercato “un tanto a cartella”. Vi seguo da quando siete nati. E continuerò a farlo, granello dopo granello, perché state restituendo una narrazione puntuale e libera di una terra che ha bisogno di voci indipendenti».

Faceboom a Gioiosa Jonica (Rc): la multiforme libertà di espressione

Sabato 2 aprile alle ore 9 e 30 con la presenza degli Alunni, Docenti e Dirigenti dell’Istituto Tecnico per il Turismo Marina di Gioiosa Jonica e del Liceo Scientifico sede distaccata di Gioiosa, nella rinnovata sala dell’Auditorium Comunale, centro di aggregazione giovanile, si parlerà di alcune tematiche riguardanti i giovani dell’ultimo “millennio” nell’iniziativa organizzata dal Club per l’UNESCO di Gioiosa Jonica. Al convegno sarà presente il Magistrato Dott. Antonio De Bernardo Sostituto Procuratore della Repubblica.

Questa iniziativa è nata per parlare ai giovani che sono i protagonisti del cambiamento di cui alcuni di loro sono anche “vittime”. Le “vite incatenate ai tempi dei social” raccontate da Paola Bottero, giornalista, esperta di comunicazione pubblica e strategica, narratrice, editrice. Piemontese di origine, romana per scelta, calabrese d’adozione, nell’ultimo libro ha voluto esplorare un tema che le è molto caro: la vita in assenza di amore. Vita che scorre nell’arco temporale di un anno, da gennaio a dicembre, quasi a ripercorrere tutte le stagioni possibili. Vita che scorre alternando un protagonista maschile a uno femminile, facendo affacciare sempre nel racconto precedente il o la protagonista del racconto successivo. Diventa quasi automatico cercare di individuare, durante la lettura, la storia che seguirà. I diciotto racconti sono assolutamente autonomi, possono essere letti con o senza in soluzione di continuità: il filo logico seguito da Paola Bottero ritorna sempre, anche a voler sparigliare le carte.

s5-locandina-gioiosaA leggerli con attenzione i racconti di Faceboom (opera originale di copertina “la mappa non è il territorio”, 20×30 collage, pastelli e matite su carta di Caterina Luciano), hanno sempre gli stessi protagonisti, che ritornano accanto ad ogni personaggio: un’Italia sempre diversa ma sempre uguale, l’ansia da social, l’assenza di amore o l’invano tentativo di comprenderne l’essenza. Uno spaccato di questa nostra società dell’apparire che ben poco spazio lascia a valori o sentimenti. E se sembra di intravederne uno spiraglio, ben presto la porta si chiude per aprire un computer, un notebook, uno smartphone. Nessuna esplosione di vita vera, una realtà che è un’implosione verso il nulla. In un inseguire sempre e ancora, con accanimento, un antidoto a una solitudine patologica: il successo immediato. Anche se solo in forma di like.

Durante la “giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne” (che l’UNESCO ricorda il 25 novembre) realizzata dall’allora Comitato Promotore per il Club per l’UNESCO di Gioiosa Jonica in data 23 novembre 2015, alcuni alunni hanno prodotto pregevoli elaborati scritti, recitati e interpretati. Tale iniziativa è stata volutamente associata alla presentazione del libroFaceboom di Paola Bottero ritenendo doveroso riconoscere agli studenti il merito di avere saputo trasmettere in modo empatico la loro libertà d’espressione in tematiche (purtroppo) d’attualità; nonostante le problematiche dovute alla loro crescita oggi, non più governata dai valori di un tempo, ma da uno strumento elettronico che si è impossessato della loro felicità rendendoli, in gran maggioranza, tristi e poco sensibili, si è scelto di fare “tesoro” della presenza dei ragazzi per discutere, proprio attraverso questo libro, di problematiche sociali importanti.
Quasi obbligatoria la decisione di far coincidere i due momenti, uniti da un’antitetica polarità.
Infatti, Paola Bottero nella sua ultima opera narrativa esplora un male di questa nostra società, che potrebbe essere riassunto come la scelta di rappresentare la propria vita, abusando dei social network, piuttosto che viverla. Oltre l’Autrice, l’Editore e le presenze Istituzionali con la partecipazione di Federica Roccisano Assessore alla Scuola, lavoro, welfare e politiche giovanili della Regione Calabria, parteciperanno all’iniziativa i referenti dell’Associazione “Astarte” di Catanzaro che ha collaborato alla precedente realizzazione del 23 novembre u.s. Alla manifestazione prenderà parte un relatore che certamente arricchirà ulteriormente gli studenti offrendo loro l’opportunità di porre domande e/o approfondimenti all’Autrice.

La parte riguardante la premiazione degli studenti sarà presentata dalla Dott.ssa Maria Rita Mallamaci vice Presidente Nazionale del Sociologi Italiani (ASI). Il riconoscimento sarà conferito agli alunni all’epoca protagonisti per il modo empatico con il quale sono riusciti a coinvolgere il pubblico attraverso l’efficacia degli interventi e il profondo pensiero di condanna verso una delle più atroci piaghe di questo secolo ovvero, il “femminicidio”.

— dal Club Unesco Gioiosa Jonica (Rc)