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Il Premio San Giorgio a Beltempo di Saverio Pazzano

“Un libro della e per la vita, che significa presenza attiva, libera, consapevole, umana e solidale negli innumerevoli viaggi di ogni uomo, di ogni tempo e di ogni luogo che, insieme, costituiscono la Storia”. Finisce così la motivazione con cui la Giuria della I edizione del premio letterario “San Giorgio” è stato assegnato a Beltempo (STORIE, sabbiarossa ED) di Saverio Pazzano.

Dopo quattro anni consecutivi in cui il Comune di San Giorgio Morgeto (Rc) ha ospitato la fiera letteraria San Giorgio, una rosa, un libro, quest’anno la scelta di dare il via ad un vero e proprio premio letterario. “L’accoglienza”: questo il tema scelto, attraverso il quale l’amministrazione ha invitato le case editrici a presentare le proprie candidature. E un premio titolato a San Giorgio non poteva che essere assegnato il giorno dedicato al santo. Domenica 23 aprile il sindaco di San Giorgio Morgeto e Rosanna Giovinazzo a nome della giuria hanno reso noti i tre finalisti. Primo premio a Beltempo, appunto, assegnato alla casa editrice che si è portata a casa anche il terzo premio, con Il Pogrom della Continassa (TRACCE, sabbiarossa ED) di Carla Osella e Mara Francese.

Questa la motivazione della Giuria per il primo premio assegnato a Beltempo:

“Un romanzo molto intenso che, con abile simmetria e un ottimo intreccio narrativo, trasporta il lettore in un mondo apparentemente conosciuto, quello delle migrazioni e delle tragedie che si consumano nei nostri mari, ma che in realtà ha bisogno, per essere autenticamente e storicamente compreso, di voci che non siano soltanto quelle dei media. Questo romanzo è una di quelle voci che, delicatamente ma anche risolutamente, entra nel cuore dei lettori, e lì si impianta.
Nelle vite intrecciate di Nino, il bambino che già sa cosa vogliano dire nostalgia e distacco, del Vecchio che ha l’odore di storia passata e di brigate partigiane, di Elisa, giovane giornalista pronta a raccontare l’ennesima tragedia del mare, si amalgamano e si compenetrano passato e presente, emigrazione di ieri e di oggi, situazioni, sentimenti ed umori, ed il tutto in modo mirabile. Le parole acquistano, o meglio si riappropriano, del loro valore autentico, che le libera da mistificazioni e superficialità, frutto di scarsa conoscenza e di pregiudizi diffusi. Così Nino, il bambino, impara come l’intera umanità dovrebbe fare.
E’ un libro della e per la vita, che significa presenza attiva, libera, consapevole, umana e solidale negli innumerevoli viaggi di ogni uomo, di ogni tempo e di ogni luogo che, insieme, costituiscono la Storia”.

E questa la motivazione per il 3° premio, assegnato a Il Pogrom della Continassa:

“Il titolo dà una chiave di lettura del libro che mette in luce il dramma dell’emarginazione di una particolare etnia presente in buona parte del mondo: i Rom. Partendo dall’episodio del rogo della Continassa, di cui le cronache italiane si sono occupate nel 2011, le due autrici ripercorrono, attraverso le testimonianze di donne e bambini, i tentativi di integrazione della comunità Rom di Torino.
Il libro rappresenta una testimonianza diretta su un mondo poco conosciuto e tenta di scardinare i pregiudizi nei confronti di una comunità, appunto quella dei Rom che, da sempre e ovunque, è stata oggetto di discriminazione e ghettizzazione. Interessante la parte relativa alla storia dei Rom, il popolo “viaggiante”, che offre al lettore la possibilità di accostarsi a questa particolare cultura per scoprirne autenticità e identità. Perché conoscere la diversità allontana le paure, avvicina e arricchisce i popoli”.

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Si racconta che all’angolo di una via ci fosse un cieco che appeso al collo aveva un cartello con la scritta: “Cieco dalla nascita”. Riceveva poche elemosine. Passò di lì un pubblicitario che gli modificò il cartello. Poiché le offerte fioccavano, il cieco, quando lo incontrò nuovamente, volle sapere cosa avesse scritto.
“Il messaggio è lo stesso, ho solo cambiato la strategia di comunicazione” gli rispose il copywriter. “E cosa hai scritto?” domandò il cieco, curioso. “È il primo giorno di primavera e non posso vederlo”.

Jacques Seguelà

Le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia.

Seth Godin

Una delle più grandi scoperte che un uomo può fare, una delle sue più grandi sorprese, è scoprire che può fare ciò che aveva paura di non poter fare.

Henry Ford

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.

Henri Bergson