Sabato 14 aprile GLAM ART IN PRIMOPIANO, Centro Culturale e di Esposizioni artistiche di Trieste, ha ospitato un incontro con Paola Bottero. I suoi racconti di Faceboom – vite incatenate ai tempi dei social, giunto alla seconda edizione dopo cinque ristampe, hanno ispirato un dibattito serrato e molto attuale
L’incontro-intervista è stato condotto da Franco Rosso. Secondo lui Faceboom si è rivelato come uno spaccato della società dell’apparire, che poco spazio lascia a valori e sentimenti.
Ben prima della nascita dei social che oggi sembrano dettare il ritmo della società occidentale, Bukowski aveva affermato “La gente non ha bisogno d’affetto. Quello di cui ha bisogno è il successo, in una forma o nell’altra“.
Una frase anticipatrice di una realtà che riconosciamo in questo libro, nel quale attraverso 18 racconti l’autrice fotografa un’Italia sempre diversa e sempre uguale, in cui regna l’assenza d’amore, interpretata da una serie di personaggi con nessuna vita vera, dove la realtà si manifesta come una implosione verso il nulla.
Diciotto vite che si dipanano tra chat e commenti ai ritmi dei social, i cui protagonisti si pretendono assolti da ogni tipo di legame che non sia quello dell’effimero e dove gli altri sono specchi su cui far risaltare le proprie vacue virtù e la propria inconsistente eccezionalità: per poi rimanere soli. Nessuna manifestazione di vita vera, niente oltre l’on line, inseguendo di fatto l’antidoto alla solitudine: il successo immediato, anche solo in forma di like.










