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Il bello della Calabria. Da leggere e da gustare

di Ippolita Luzzo | Trollip

“In Calabria esiste, soprattutto nei piccoli paesi il rimpianto nostalgico del passato. Oh com’era bella Cinquefrondi! e Taurianova? Taurianova era una piccola Parigi” racconta questa sera all’Uniter Nicola Fiorita facendo a me ricordare Argiroffi e Le azzurre sorgenti  dell’Acheronte.
Manca in Calabria chi la racconti nel presente con lo stesso gusto di trovar il bello, il piacevole, la possibilità che ancora si possa essere felici qui, malgrado le brutture che la cronaca ci rimanda. Manca una narrazione della Calabria. Ed è ciò che hanno tentato Nicola Fiorita e Giancarlo Rafaele, i due autori di Il bicchiere mezzo pieno, una sfida quasi di risposta ad una affermazione di un curatore della Collana Laterza Contromano che dal 2004 segue un percorso di geografia narrativa.

Un libro per i calabresi sulla Calabria non avrà lettori, era stato ciò che si erano sentiti rispondere, perché in Calabria si legge pochissimo. Anche vera come argomentazione, ma i due autori hanno pensato di trovare una casa editrice del sud, Sabbiarossa, e proporre storie sconosciute di calabresi che vogliono essere felici qui, in questi terra.
Così la storia del bergamotto ad Amendolea nasce dal passaggio occasionale di un amministratore delegato inglese che si innamora di un agriturismo, “Il bergamotto”, così altre storie di Melito Porto Salvo, di Serrastretta, di Cirò e del vino curato e prodotto con i vitigni autoctoni. Vino ora fra i 20 vini del futuro secondo il New York Times. Ripenso sempre ai tanti vigneti estirpati ogni qual volta si parla di vino. Ma stasera Nicola Fiorita ci parla di piccole economie, in un immaginario nazionale dove la Calabria viene vista come un luogo terribile in cui non si riesca a trovare un calabrese buono e felice. Lui vuole sfatare questo immaginario e noi con lui quasi quasi ci crediamo, come nel film “Il fondamentalista riluttante”, la storia di un professore pachistano che da Princeton torna in Pakistan stanco dei sospetti e dei pregiudizi contro i pakistani. Un sogno collettivo ci offre Nicola Fiorita, il sogno di credere possibile il movimento e sentendosi lui non un rivoluzionario bensì un agit-prop, vorrebbe agitarsi perché sia migliore lo stare qui, in Calabria.
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Si racconta che all’angolo di una via ci fosse un cieco che appeso al collo aveva un cartello con la scritta: “Cieco dalla nascita”. Riceveva poche elemosine. Passò di lì un pubblicitario che gli modificò il cartello. Poiché le offerte fioccavano, il cieco, quando lo incontrò nuovamente, volle sapere cosa avesse scritto.
“Il messaggio è lo stesso, ho solo cambiato la strategia di comunicazione” gli rispose il copywriter. “E cosa hai scritto?” domandò il cieco, curioso. “È il primo giorno di primavera e non posso vederlo”.

Jacques Seguelà

Le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia.

Seth Godin

Una delle più grandi scoperte che un uomo può fare, una delle sue più grandi sorprese, è scoprire che può fare ciò che aveva paura di non poter fare.

Henry Ford

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.

Henri Bergson