computer-smartphone-mobile-apple-ipad-technology

la ‘ndrangheta davanti all’altare

L’esordio, prima ancora che diventasse libro, del progetto “la ‘ndrangheta davanti all’altare” è stato in piena festa di Madonna a Reggio Calabria: volevamo sparigliare le carte. Volevamo dire ciò che nessuno aveva il coraggio di dire.
Quali erano i taciti accordi, quali le commistioni tra ‘ndrangheta e Chiesa? Perché nessuno ne parlava?
Siamo stati i primi a farlo, aprendo un filone che ancora oggi presenta molte ombre.

Per creare un effetto forte, dirompente ma di altissimo livello abbiamo riunito un procuratore, Creazzo, tre sacerdoti impegnati sul territorio, don Demasi, don Panizza e don Stamile, cinque giornalisti, Bottero, Russo, Chirico, Magro e Riso. Era il 10 settembre 2012, e le due ore e mezza di evento furono trasmesse in diretta streaming.

“nel coraggio dei suoi pastori la gente ritrova il suo coraggio”.

«I mafiosi si ritengono uomini e, addirittura, “uomini d’onore”: se c’è qualcuno che invece non è uomo è il mafioso, e se c’è qualcuno che non ha onore è il mafioso, i mafiosi non sono uomini e i mafiosi non hanno onore; questo dobbiamo dirlo tranquillamente con tutta la comprensione e la pietà». Questo uno dei passaggi fondamentali dell’omelia con cui don Italo Calabrò rispose, nel suo consueto modo diretto e duro, al rapimento dell’undicenne Vincenzo Diano. Era il 27 luglio 1984. Oggi queste parole risuonano ancora più attuali, continuando a porre domande e a esigere risposte.

IL BATTESIMO A REGGIO CALABRIA

Difficile riassumere quello che è successo ieri sera a Reggio Calabria.

Una serata importante, all’interno di Tabularasa, nello scenario magico di una Piazza Italia strapiena di gente venuta ad ascoltare le storie di una Chiesa che resiste e di una Chiesa che si volta dall’altra parte. Un battesimo in piena regola, con tanto di confetti (rigorosamente rossi, come la nostra sabbia) distribuiti a fine serata dal “padrino di supporto”, Mario Congiusta, che si è affiancato a Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, padroni di casa, per accompagnare la narrazione dei 5 autori de “la ‘ndrangheta davanti all’altare”, ultima uscita di SABBIAROSSA Edizioni.

Per la prima volta in una piazza simbolo di Reggio Calabria si è affrontato con serietà e chiarezza un tema considerato quasi tabù finora, con una partecipazione del pubblico di grande intensità emotiva anche grazie anche al rapping&playing book di Mad Simon ed Enzo De Liguoro.

Il resto lo hanno fatto loro: Romina Arena, Paola Bottero, Francesca Chirico, Cristina Riso e Alessandro Russo. Che dopo averci consegnato il loro libro (in sold out già all’inizio della serata) ce lo hanno raccontato. Alla faccia di tutti i testimoni silenziosi del mondo.

La rassegna stampa sul sito dedicato al libro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categories:

Si racconta che all’angolo di una via ci fosse un cieco che appeso al collo aveva un cartello con la scritta: “Cieco dalla nascita”. Riceveva poche elemosine. Passò di lì un pubblicitario che gli modificò il cartello. Poiché le offerte fioccavano, il cieco, quando lo incontrò nuovamente, volle sapere cosa avesse scritto.
“Il messaggio è lo stesso, ho solo cambiato la strategia di comunicazione” gli rispose il copywriter. “E cosa hai scritto?” domandò il cieco, curioso. “È il primo giorno di primavera e non posso vederlo”.

Jacques Seguelà

Le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia.

Seth Godin

Una delle più grandi scoperte che un uomo può fare, una delle sue più grandi sorprese, è scoprire che può fare ciò che aveva paura di non poter fare.

Henry Ford

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.

Henri Bergson