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TRACCE sul porto

Sarà disponibile da domani all’associazione SNaP di Reggio Calabria, nei prossimi giorni in tutte le librerie calabresi, la seconda uscita della collana TRACCE di sabbiarossa ED, il porto senza Gioia, di Aldo Libri. Affidata come sempre a Caterina Luciano la realizzazione dell’immagine di copertina, che per la collana TRACCE è realizzata con un diorama originale. Il libro sarà presentato venerdì 21 dicembre alle 17:30, in anteprima, proprio dall’associazione SNaP, di cui l’autore è Presidente, in via Reggio Campi 121.

T2-gioia-coverwebCome si legge nel blog dedicato, il porto senza Gioia è «un viaggio in un’area dalle alte potenzialità e dalle altissime contraddizioni. Il diario di un sindacalista impegnato nella Piana di Gioia Tauro, territorio in cui le speranze di sviluppo legate a uno dei porti più importanti del mondo s’infrangono contro quel muro, a volte invalicabile, fatto di promesse mancate, ‘ndrangheta, malapolitica, clientele, ottusità e spreco delle risorse pubbliche. Dalla primavera dei sindaci antimafia all’arrivo dei grandi operatori mondiali del transhipment, il porto senza Gioia ripercorre anni formidabili e terribili, in cui figure straordinarie e personaggi meschini si sono confrontati su un campo dove le regole, spesso, sono state truccate per interesse o per miopia di chi avrebbe dovuto farle rispettare. Un racconto senza sconti, con nomi e cognomi, fatti e ricordi. Ma anche il racconto di una straordinaria ricchezza civile che, forse più ancora del porto, potrà offrire un futuro diverso a questa sfortunata fetta di Calabria».

È appassionato, Aldo Libri, quando parla del “suo” porto, il porto di Gioia Tauro. Appassionato e incapace di fare sconti: “Da qualche tempo sono ritornato a parlare di Gioia Tauro. Non lo avevo fatto per lungo tempo per una prassi che ho sempre adottato. Gli ex si devono astrarre dalle discussioni sulle loro precedenti esperienze. Almeno per un po’. […] Vi avverto tutti: non scherzate con il porto. Ve l’ho detto: quel porto è mio e non potete condannarlo a morte. E non potete condannare la Calabria alla cancellazione di qualsiasi speranza verso il futuro. Senza il porto, o con un porto fortemente ridimensionato, cosa diventerebbe quell’area? La risposta è semplice, perché è già data dai fatti”.

Arriva nelle ultime pagine del libro, la sua dichiarazione di amore e di guerra per quello che sarebbe potuto essere il più grande hub del Mediterraneo. Arriva dopo i nomi, i cognomi, i fatti e i misfatti che incalzano veloci il racconto di quel che è stato fatto e non fatto. Di ciò che si poteva e si doveva fare. Attraverso la storia del porto, il libro racconta la storia di una sconfitta. Quella della Calabria.

Il porto senza Gioia, che fin dal titolo sottolinea la resa di un’intera classe dirigenziale nei confronti delle potenzialità dell’hub del Mediterraneo, è destinato a far discutere a lungo. Fin dall’incipit: “Io sono quello che guardava il traffico del porto dalla collinetta dell’area industriale commuovendosi come un coglione. Le navi container in passaggio dallo Stretto erano mie, il risultato del mio lavoro, della mia pazienza, della mia ulcera. Cose private, insomma. Io sono quello che vede ammosciarsi il sogno e s’incazza come una bestia”.

Un nuovo titolo che occupa lo spazio creato da sabbiarossa ED, spazio indipendente per lottare contro ogni forma di indifferenza, per raccontare e continuare a porsi domande.

Pedaso senza targa, ma con la Carta costizionale

Anche la Costituzione è “senza targa”: appunti di viaggio dalle Marche

di Paola Bottero

Ci sono territori illuminati. Come quello di Fermo e della sua provincia. Tutto pulito, cassonetti che sembrano usciti da una galleria d’arte, niente asfalto, strade lastricate di pietra, edifici con facciate pulite, balconi fioriti, vetrine perfette. Gente per strada che sorride camminando nel freddo. Chilometri di spiaggia, ordinata anche in pieno inverno.

Porto San Giorgio, Pedaso. E nell’interno, affacciata sul mare, Fermo.
Le amministrazioni locali, Comuni e Provincia, hanno organizzato la Settimana della Costituzione. Sette giorni di incontri che ruotano intorno alla Carta Costituzionale, al bisogno di parlare sempre, e ancora, di diritti, di legalità. Un viaggio nei diversi comuni, un evento per ciascuno dei borghi medievali che sono un fiore all’occhiello non solo delle Marche, ma di tutto il Belpaese. Il viaggio termina nella Chiesolina di Pedaso. È in cima a una collinetta, si vede la pianura sottostante, si percepisce il mare con l’olfatto, prima che con gli occhi.

La serata inizia alle 21. La costruzione medievale è stracolma. Facce pulite di ragazzi giovani, di adulti consapevoli di aver scelto un gran bel posto, per vivere. Difficile raccontare la Calabria in un luogo che sembra così lontano dai disagi della punta dello stivale. Ci hanno invitato (Alessandro Russo e me) per parlare di senza targa. Per raccontare la buonavita di Calabria. Per chiudere con il nostro libro, senza targa, il percorso all’interno della Costituzione.

Una serata intensa, con persone incredibili.
Come il capitano dei carabinieri, Pasquale Zacheo, che ha ancora addosso gli anni passati a Lamezia, il lavoro intorno a Why not, le difficoltà nelle indagini nonostante il sangue leccese che gli scorre nelle vene, e dovrebbe agevolare i contatti con altra “gente del Sud”.
Si mescolano ancora le carte, nelle Marche.
Il sindaco di Pedaso, Barbara Toce, è nata e cresciuta a Cuneo, poi si è trasferita nella terra di suo marito, ne è diventata primo cittadino. Intorno a lei ragazzi giovani, volti sorridenti: i suoi assessori. La loro è una missione in cui credono fermamente. Nella piazza centrale c’è un bellissimo albero di Natale, costruito con bottiglie di plastica, per dare un segnale forte di cosa significhi credere davvero nello sviluppo sostenibile.
Anche l’assessore provinciale alla Cultura, Peppino Buondonno, è giovane. Insegnante all’istituto statale d’arte di Fermo, crede che solo con la cultura si possano scardinare i processi di ingrigimento della società, creare gli antidoti giusti per evitare che arrivino anche nelle Marche le ramificazioni della malavita organizzata. Lucido e attento ad ogni cosa, ammonisce chi cerca di escludere la presenza della ‘ndrangheta in quel territorio, raccontando di incendi e intimidazioni a esercizi commerciali che sono veri e propri campanelli d’allarme, non vanno sottovalutati, devono essere compresi e isolati prima che si impossessino anche di quell’isola felice.
Daniela Martino, bocconiana di ferro, calabrese doc, da Milano sull’Adriatico come Barbara, avendo sposato un marchigiano, ha tenuto le redini della serata, che ha trovato la sintesi perfetta con la consegna finale della Costituzione a tutti i diciottenni presenti.

I volti e il coraggio dei nostri dodici apostoli si sono sovrapposti agli sguardi puliti e attenti di ciascuno dei presenti, ormai parti integranti del percorso di buonavita che stiamo portando in giro per l’Italia.

TRACCE sul Pogrom

È in distribuzione da oggi la prima uscita della collana TRACCE. Scritto a quattro mani da Carla Osella e Mara Francese, il Pogrom della Continassa è il frutto di un lavoro intenso, durato un anno: partito dal rogo dell’11 dicembre 2011, arriva a fine novembre 2012.

T11Il libro, dopo alcuni scritti autografi raccolti al campo della Continassa, parte con il racconto puntuale non solo di quanto è successo nel campo Rom ai margini di Torino, ma anche di tutte le reazioni conseguenti alla denuncia della ragazza che diede fuoco, pur inconsapevolmente, ai roghi dell’intolleranza. Dal fatto di cronaca di Sandra, studentessa sedicenne torinese che mentì per alcuni giorni, dicendo di essere stata violentata da due zingari, per poi confessare che si era inventata tutto perché non voleva rivelare di aver avuto un rapporto sessuale consenziente, si passa attraverso tutti gli stereotipi di una città che non ha voluto e non vuole accettare le differenze.

Il Pogrom è là fuori, alla Continassa, ma è anche dentro ciascuno di noi. È fatto dei luoghi comuni con cui licenziamo facilmente ogni avvenimento, ogni notizia, preferendo non approfondire mai. Il libro contiene anche una parte relativa al monitoraggio interno ad alcune scuole di Torino, nato per comprendere la reale percezione dei bambini nei confronti dei Rom. Da fine dicembre sarà disponibile sul circuito nazionale.